martedì 6 gennaio 2026

La befana!!!!!!

La Befana con Giulietto (non con Pier Giulio….prima era lui a farmela arrivare….) era troppo divertente!!!!!

Quando parlo di Giulietto mi riferisco a mio padre dopo che ebbe l’aneurisma e la seguente invalidità, per cui dal dicembre 2005 fino a quando ha deciso di andarsene in quel MALEDETTO 13 MAGGIO 2017.

Prima era Pier Giulio. Meglio il Dott. Pier Giulio Gardini, perché non era solo un grande dentista ma un medico estremamente competente (laurea in medicina e successiva specializzazione in chirurgia ed odontoiatria nel 1967) che riusciva sempre, in qualche modo, a guidarti.

Ciò avvenne anche dopo quando per me divenne semplicemente Giulietto, non perdendo la sua professionalità.

Ritornando alla Befana, dal gennaio 2007  (nel gennaio 2006 era ancora in ospedale) per me era diventato un momento di grandi risate che sarebbe potuto trasformarsi in incubo da un momento all’altro. Giulietto, da una parte era contento se arrivava la Befana, ma dall’altro se non accadeva come diceva lui erano urla. In più dovevo stare attento a come arrivava perché se mangiava troppo e poi stava male mi dovevo sorbire anche i continui rimproveri delle zie.

Per me quindi la Befana iniziava ufficialmente il 2 gennaio con la ricerca dei dolci adatti e di qualche altro regalo da mettergli dentro la calzetta oltre, ovviamente, al carbone.

Perchè Giulietto il carbone se lo meritava tutto!!!! Ne combinava di continue, non voleva fare la fisioterapia ed avendo perso i freni inibitori dopo l’aneurisma era capace di combinare veri disastri.

Quando arrivava il 5 gennaio cercavo in qualche modo di essere la sera a casa, aspettare che si addormentasse e mettergli la calzetta sotto il letto. Questo rito proseguì anche quando andai a vivere con Valentina.

Il giorno della Befana cercavo di essere lì mentre apriva la calzetta. Lo vedevo curioso e contento come in poche altre circostanze. Un misto di gioia e riconoscenza per avergli portato quel dono che, in un attimo si tramutava in infinite parolacce non appena vedeva il carbone e gli rammentavo che se lo meritava tutto!!!!!!

Ovviamente più aumentava il suo turpiloquio e più aumentavano le mie risate oltre alla promessa che l’anno successivo il carbone sarebbe aumentato!!!!! 


sabato 7 giugno 2025

Una luce in fondo al tunnel

Dopo poco tempo dall’ingresso di mio padre nella struttura riabilitativa (benchè si fosse capito quasi subito che non avrebbe fatto il minimo sforzo per riprendersi) pensammo (anche se eravamo coscienti che non sarebbe accaduto dopo qualche giorno......) di riuscire a portarlo a casa, facendogli fare una vita tutto sommato decente. Come riprese un minimo di autonomia gli consegnammo il suo cellulare, con il quale ogni tanto riusciva a chiamarmi. Vedere apparire il suo nome sul mio telefono, anche se ero al lavoro, mi riempiva di gioia come pochi, sebbene fossi conscio che c'erano mille problemi. Ero felicissimo che mi chiamasse per sentirmi e, come potevo, mi divertivo anche io a chiamarlo. 

Iniziai ad avere un cauto ottimismo per il futuro, sebbene i dissapori e le discussioni con le mie zie continuavano. Ero riuscito a trovare un lavoro soddisfacente nel gennaio 2006 e, poco dopo, avevo iniziato una relazione molto intensa che durò diversi mesi. Sapevo che la strada non sarebbe stata in discesa, ma ero fiducioso. 

Al lavoro mi ero fatto voler bene sia dai colleghi con cui lavoravo a stretto contatto, che dai superiori. 

Avevo creato un clima di solidarietà e rispetto, grazie anche al fatto che al lavoro non mi fermavo un attimo. Con qualche collega era nato un rapporto di amicizia e tutt'ora, nonostante le strade si siano separate, ci si sente con grande piacere. 

Fu brutto, però, dover nascondere la mia situazione familiare. Non avevo esperienza di alcuni contesti lavorativi, ma mi dissero che non avrei dovuto proferire alcuna parola su quanto mi stava succedendo a casa. 

Per me, che sono un carattere diretto e solare, era molto brutto non potermi mostrare totalmente per quello che ero, facendo finta di nulla sui problemi a casa..... 

Se mi arrivava una telefonata da casa non rispondevo o lo facevo a monosillabi e potevo chiamare solo durante la pausa pranzo, se non avevo qualche collega intorno. 

Comunque avevo belle prospettive e pure la mia vita privata andava a gonfie vele.

sabato 22 marzo 2025

Non ci pensare nemmeno!!!! (Festa del Papà 2025)

E’ appena passata la “Festa del Papà”. Non ho scritto nulla ma non perché non ti abbia pensato. Anzi…..Ho sempre nella testa quando ti compravo le “zeppole” che tu divoravi in un nanosecondo, salvo poi stare male. Mi arrabbiavo, mi beccavo la solita caterva di insulti, ma ero divertito come non mai. 

Mercoledì 19 marzo non è stato un giorno come un altro. Se ricordi, era pure il compleanno di Nora. La bella Nora. Andata via troppo presto, dopo te, nel 2018.

Ricordo ancora quando uscimmo in moto di nascosto di Enzo. Lui non voleva che portassi Nora in moto, ma noi andammo a mangiare fuori e ci facemmo un mare di risate al solo pensiero che il padre ci avrebbe beccato. Era il 2008 o il 2009, avevamo quasi quarant’anni, Nora era pure un Pubblico Ministero. Eppure Enzo si arrabbiò come un matto!!!! Noi ci ridemmo sopra come non mai.

Ovviamente l’incazzatura di Enzo fu causa tua, che il giorno dopo lo chiamasti per prenderlo in giro e raccontargli di quanto era successo.

Quante risate ci siamo fatti io e te per l’accaduto!!!!!!

Ecco: il 19 marzo voglio ricordarlo anche per la festa di Nora e per le risate che ci facemmo.

Una cosa importante: come al mio solito non ho mangiato le “zeppole” ma non ti preoccupare: mi rifaccio con gli interessi quando sarà tempo di vino novello. E come facevamo di consueto me ne finirò una bottiglia in un attimo!!!!


martedì 10 ottobre 2023

Da Pier Giulio a Giulietto (o Pierino...)!!!!!

Man mano che mio padre prendeva coscienza di se e rispondeva alle sollecitazioni, apparve lampante un fatto: del vecchio e serioso professionista non vi era più traccia. Non che si fosse dimenticato della sua professione....anzi....ma ci trovammo dinanzi ad un'altra persona

Prima dell'incidente mio padre era un tipo piacevole, spesso serioso ed in linea con il ruolo professionale che rivestiva. Potremmo dire autorevole. Dopo l'operazione perse questa sua caratteristica. Non aveva filtri. Diceva tutto quello che pensava e nel modo in cui lo pensava, senza preoccuparsi delle conseguenze

Mi avevano avvertito che sarebbe potuto accadere, ma non me ne preoccupai. Anzi, quando iniziai a percepire la situazione, mi divertii da matti. Sembrava di avere a che fare con un bambino di oltre sessant'anni che ne combinava di tutti i colori. 

Ovviamente qualcuno ne faceva le spese. Qualunque persona. Mi fu raccontato dalla sua assistente un episodio al quale, per fortuna, non assistetti, altrimenti le risate si sarebbero sentite fino ad Aosta. Un giorno, dopo che era tornato stabilmente a casa, ad una sua ex amante (con la quale aveva anche rapporti professionali), venne in mente di venirlo a trovare mentre si trovava nella sua attività lavorativa, anche se lontano dagli altri clienti. Entrò in questa stanza dove, in quel momento, c'erano mio padre, mia zia, l'assistente stessa ed altri amici. Pina, questo era il nome della signora, andò immediatamente per salutarlo, mio padre, senza colpo ferire le disse: “Pina ti ricordi quante scopate ci siamo fatti!!!!”. Ovviamente la signora Pina salutò e prese immediatamente la via del ritorno lasciando mio fratello pallido (….eppure è scuro di carnagione...) e mia zia arrabbiata come pochi. Questo era Giulietto!!!!!! 

Nelle strutture ospedaliere in cui stette, riuscì a farsi voler bene da quasi tutto il personale sanitario, anche se poi stargli appresso diventava frequentemente un vero problema. Se voleva una cosa, una qualsiasi cosa, la doveva ottenere a tutti i costi. E non ci si ragionava in nessun modo, anche parlandoci e spiegandogli i motivi di un eventuale diniego. Fu così fino alla fine. Fino a circa un mese prima di andarsene.....


domenica 5 febbraio 2023

80 anni !!!!!!! Ovunque tu sia auguri!!!!!!

Auguri Giulietto!!!!! 

Oggi avresti compiuto 80 anni, ma per me sarebbero stati al massimo 20, perché erano quelli che dimostravi e per questo avevamo instaurato un rapporto che spesso trascendeva quello canonico padre-figlio per sovvertirsi, in alcuni momenti, e trasformarsi in quello che possono avere due amici o due fratelli, in altri.

Anche se abbiamo costruito il nostro rapporto dalla tua malattia, non hai idea delle risate che mi sono fatto con te, anche a fronte dei numerosi problemi che ci stavano.

Dicono che il tempo allevi il dolore ma, ti sembrerà strano, per me non è così. Certo, nel quotidiano mi sono abituato a vivere senza di te, ma si tratta di mera abitudine, solo per non sprofondare nelle sabbie mobili di questa mancanza che per me è tanto grande.

Un giorno, non molto tempo prima di andartene, mi dicesti: “Quando io non ci sarò vi mancherò molto!” ed io ti risposi: “Non lo dire nemmeno per scherzo perché io impazzirò quando non ci sarai!!!!”. 

Sono passati quasi sei anni, ma la tua presenza è ancora forte. Spesso ti sogno. Sogno momenti di vita che avremmo potuto vivere insieme se tu fossi stato bene ed avessi potuto fare una vita normale, poi la mattina mi sveglio scombussolato, facendo fatica a riprendere le forze per iniziare la giornata.

Non solo mi manchi come figura a me cara: padre-fratello-amico, ma anche come medico, perché tu eri un GRANDE MEDICO.

Quando sono stato operato al ginocchio un anno addietro, le prima notti passate senza dormire per il dolore ho provato a chiamarti sul cellulare sperando che mi rispondessi da lassù. Avevo bisogno di sentire il tuo parere medico ed anche una tua parola. Come potrai immaginare, l’operazione è stato un momento bruttissimo sotto molteplici punti di vista tra cui il fatto che non c’eri.

Cerco di guardare sempre avanti, ma non posso fare a meno di dimenticarti e soprattutto ringraziarti per lo splendido regalo che mi hai fatto nel giorno del tuo compleanno del 2019. Questo lavoro nella Pubblica Amministrazione è arrivato proprio in quel giorno, anche se mi dispiace non aver potuto festeggiare con te il doppio evento con una buona bottiglia di vino e qualche presa in giro.

Mi auguro di rincontrarti prima o poi!

Mi manchi troppo Giulietto!!!!

domenica 4 settembre 2022

Azioni legali

Valutammo quasi subito di intraprendere un'azione legale nei confronti della struttura ospedaliera dove mio padre era stato ricoverato immediatamente dopo l'operazione,  nella quale si era preso l'infezione che stava per essergli fatale. Fermo restando che è fondamentale consultare un avvocato, si debbono sapere alcune cose sull'argomento. 

Di ogni malato che si trova in una struttura ospedaliera pubblica viene redatta una cartella clinica, la quale deve essere resa disponibile al malato stesso oppure ai suoi familiari. Tale cartella viene compilata (ovviamente) dal personale sanitario ove il malato è ricoverato. 

Tra l'insorgere di una patologia e l'eventuale responsabilità  del personale sanitario preposto vi deve essere un collegamento, un nesso di casualità. Cioè deve essere palese che quel tipo di condotta del personale sanitario abbia causato la patologia. 

Detto questo, chiedemmo all'ospedale le cartelle cliniche di mio padre che portai all'avvocato. Questo le fece valutare da un medico legale con cui collaborava, il quale ci disse che non si sarebbe riusciti a dimostrare la responsabilità dell'ospedale per l'infezione contratta da nostro padre. Questa fu la valutazione del medico, per cui non intraprendemmo alcuna azione legale. 

L'avvocato a cui mi rivolsi è tutt'ora uno stretto amico di infanzia ed il medico legale che consultò la cartella clinica suo cugino. Assoluta fiducia. Ma se avessi incontrato un professionista disonesto o non competente ???? Avremmo inoltrato la causa, la avremmo persa e pagato laute spese legali: sia nostre che di controparte, oltre alle spese di giudizio. Il consiglio è quindi quello di fare più copie della cartella clinica ed avere almeno un paio di pareri in tal senso


venerdì 13 maggio 2022

Cinque anni!!!!!

Cinque era il giorno in cui eri nato. Cinque, purtroppo, sono gli anni che te ne sei andato, eppure il tuo ricordo è più vivo che mai. Vorrei, come al solito, raccontarti tante cose. Sentirti quotidianamente anche solo per litigare e mandarci a quel paese. Pensa che, non ricordo se la prima o la seconda notte dopo l’operazione al ginocchio, ricordando ancora il tuo cellulare a memoria, ho provato a chiamarti. Particolarmente in questo periodo mi sei mancato. 

Eri un ottimo medico ed avevo bisogno di te vicino, in grado di darmi le giuste indicazioni. Non hai idea di quello che ho passato. Non solo per l’operazione in se stessa e per il dopo, ma per tutto quanto. Sono piombato nuovamente in un incubo senza fine dal quale non sapevo se ne sarei uscito e come. Ho dovuto riaffrontare i demoni del passato, i dolori non solo fisici delle precedenti operazioni. 

E’ vero che è trascorso molto tempo dalla brutta operazione al ginocchio del febbraio 1985, che la mia vita è cambiata e forse anche io sono cambiato sotto certi aspetti, ma tu c’eri e mi hai aiutato

Avrei voluto chiederti materialmente consigli in questi giorni, così come avrei voluto gioire con te del fatto che adesso mi sento molto meglio, anche se la riabilitazione del ginocchio è ancora lunga. Una di quelle “frasi fatte” che vanno per la maggiore è che il tempo guarisce le ferite. Dal mio punto di vista posso dirti solo che dopo cinque anni è come se fosse passato appena un giorno. L’unica differenza rispetto ad allora è che ho imparato a gestire il dolore (e non sempre). 

Torno a dirti che vorrei tanto parlarti, raccontarti e sentire i tuoi commenti, pur scontrandomi poi con te. Non so dove tu sia ora. Mi auguro solo che tu stia bene e te la stia godendo. Mi manchi Giulietto…..