sabato 7 giugno 2025

Una luce in fondo al tunnel

Dopo poco tempo dall’ingresso di mio padre nella struttura riabilitativa (benchè si fosse capito quasi subito che non avrebbe fatto il minimo sforzo per riprendersi) pensammo (anche se eravamo coscienti che non sarebbe accaduto dopo qualche giorno......) di riuscire a portarlo a casa, facendogli fare una vita tutto sommato decente. Come riprese un minimo di autonomia gli consegnammo il suo cellulare, con il quale ogni tanto riusciva a chiamarmi. Vedere apparire il suo nome sul mio telefono, anche se ero al lavoro, mi riempiva di gioia come pochi, sebbene fossi conscio che c'erano mille problemi. Ero felicissimo che mi chiamasse per sentirmi e, come potevo, mi divertivo anche io a chiamarlo. 

Iniziai ad avere un cauto ottimismo per il futuro, sebbene i dissapori e le discussioni con le mie zie continuavano. Ero riuscito a trovare un lavoro soddisfacente nel gennaio 2006 e, poco dopo, avevo iniziato una relazione molto intensa che durò diversi mesi. Sapevo che la strada non sarebbe stata in discesa, ma ero fiducioso. 

Al lavoro mi ero fatto voler bene sia dai colleghi con cui lavoravo a stretto contatto, che dai superiori. 

Avevo creato un clima di solidarietà e rispetto, grazie anche al fatto che al lavoro non mi fermavo un attimo. Con qualche collega era nato un rapporto di amicizia e tutt'ora, nonostante le strade si siano separate, ci si sente con grande piacere. 

Fu brutto, però, dover nascondere la mia situazione familiare. Non avevo esperienza di alcuni contesti lavorativi, ma mi dissero che non avrei dovuto proferire alcuna parola su quanto mi stava succedendo a casa. 

Per me, che sono un carattere diretto e solare, era molto brutto non potermi mostrare totalmente per quello che ero, facendo finta di nulla sui problemi a casa..... 

Se mi arrivava una telefonata da casa non rispondevo o lo facevo a monosillabi e potevo chiamare solo durante la pausa pranzo, se non avevo qualche collega intorno. 

Comunque avevo belle prospettive e pure la mia vita privata andava a gonfie vele.

sabato 22 marzo 2025

Non ci pensare nemmeno!!!! (Festa del Papà 2025)

E’ appena passata la “Festa del Papà”. Non ho scritto nulla ma non perché non ti abbia pensato. Anzi…..Ho sempre nella testa quando ti compravo le “zeppole” che tu divoravi in un nanosecondo, salvo poi stare male. Mi arrabbiavo, mi beccavo la solita caterva di insulti, ma ero divertito come non mai. 

Mercoledì 19 marzo non è stato un giorno come un altro. Se ricordi, era pure il compleanno di Nora. La bella Nora. Andata via troppo presto, dopo te, nel 2018.

Ricordo ancora quando uscimmo in moto di nascosto di Enzo. Lui non voleva che portassi Nora in moto, ma noi andammo a mangiare fuori e ci facemmo un mare di risate al solo pensiero che il padre ci avrebbe beccato. Era il 2008 o il 2009, avevamo quasi quarant’anni, Nora era pure un Pubblico Ministero. Eppure Enzo si arrabbiò come un matto!!!! Noi ci ridemmo sopra come non mai.

Ovviamente l’incazzatura di Enzo fu causa tua, che il giorno dopo lo chiamasti per prenderlo in giro e raccontargli di quanto era successo.

Quante risate ci siamo fatti io e te per l’accaduto!!!!!!

Ecco: il 19 marzo voglio ricordarlo anche per la festa di Nora e per le risate che ci facemmo.

Una cosa importante: come al mio solito non ho mangiato le “zeppole” ma non ti preoccupare: mi rifaccio con gli interessi quando sarà tempo di vino novello. E come facevamo di consueto me ne finirò una bottiglia in un attimo!!!!